A ritmo di ESCANDALO!
Un nuovo modo di interpretare la musica, di fondere tradizione e ricerca. Con Perez Prado l’esperimento musicale più ardito diventa successo incontestabile....

La produzione contiene anche ME GUSTA LA LOLA, l’ultimo pezzo scritto ed interpretato da PEREZ PRADO, solo di recente pubblicato:

1. PERFIDIA

8.   NADIE

2. NECESITO TRABAJAR

9.   EL MANISERO

3. CILIEGI ROSA

10. TOMMY

4. LA ULTIMA NOCHE

11. TEQUILA

5. BAHIA

12. CUBANA MAMBO

6. NO CARAMELOS

13. CHICAGO BANANA

7. ME GUSTA LA LOLA

14. LOVE CHILD

Pantaleon Perez Prado

Perez Prado

escandalo_big

Pantaleon Perez Prado
La Storia

Con CHICAGO BANANA e LOVE CHILD scoprirai un PEREZ PRADO di cui nemmeno immaginavi l’esistenza. L’inserimento di questi brani in una raccolta che comprende anche i brani più classici non è casuale. Esso testimonia la continua e fertile ricerca musicale di un artista che non tramonterà mai.

Nato il 27 Luglio 1926 a Cuba, Pantaleon Perez Prado cresce in una famiglia dove la musica gioca un ruolo molto importante. I suoi genitori, Pablo Perez e Sara Prado, suonano il piano e suo fratello Damason è anch’egli musicista molto promettente.
All’età di 18 anni Pantaleon è già alla guida di un’orchestra, ed entrambi i fratelli raggiungono presto il successo nel loro paese. Nel 1950 decidono di unirsi, ma non passa molto tempo prima che nasca in loro nuovamente il desiderio di seguire strade separate.
Mosso dall’intento di proporre la propria musica anche oltreoceano, Pantaleon fonda un’ambiziosa orchestra di 14 elementi cubani, che si rivela essere la chiave del suo successo mondiale.
La sua musica e la forte personalità, unitamente alla capacità di coinvolgere il pubblico, portano Pantaleon verso il suo primo Tour europeo.
A Lisbona il suo riscontro è eccezionale, ed incide con Philips la canzone “El Mambo de l’Estudiante”, che diviene (ed è ancora) l’inno ufficiale della prestigiosa Università di Coimbra.
Quando Pantaleon arriva a Madrid il suo nome è già noto a livello mondiale a causa del trionfo riscosso in Portogallo, ed un pubblico impaziente lo attende sul palco del magnificente “El Pavillon”.
Questo nuovo successo accresce ulteriormente la sua popolarità, e l’audience del teatro parigino “Alhambra” lo accoglie con fortissimo entusiasmo. E’ così che Philips decide di sfruttare questa opportunità per produrre un nuovo disco. In questa occasione Pantaleon incontra due dei suoi più calorosi ed illustri fans, lo Shah di Persia e la Principessa Soraya, che lo invitano nel loro paese per una nuova tournée. Pantaleon si reca a visitarli dopo altre due performances in Belgio ed in Grecia.
La sua originalità e le indimenticabili interpretazioni di “Perfidia”, “Ciliegi Rosa”, “El Manisero”, “Brazil”, “Tequila” e “La Ultima Noche” si diffondono in tutta Europa, e niente può successivamente fermarle dall’attraversare l’oceano.
Poiché il pubblico si trova spesso a confondere Pantaleon con il fratello Damason, nasce tra i due una forte disputa, che si conclude con l’accordo di dividersi “artisticamente” il mondo, con Damason che continua ad esibirsi in America e Pantaleon in Europa.
Quando nel 1963 la RCA cessa di produrre Damason sul mercato americano, Pantaleon è ancora in piena ascesa. Senza restringere le proprie produzioni a “Mambo”, “Sismo” e “Barullio”, egli nutre la propria fertile ricerca fino al 1973-’74, quando stupisce nuovamente il mondo con il suo esperimento musicale più coraggioso: “Escandalo!”. E con “Chicago Banana”, “Love Child”, “Escandalo N. 1” e “Escandalo N. 2” Pantaleon Perez Prado raggiunge il massimo della propria popolarità.
Le innumerevoli esibizioni trasmesse dalla televisione italiana, unitamente al suo amore per lo stile di vita italiano fanno sì che Pantaleon scelga l’Italia come suo paese di adozione.
Egli muore a Milano nel 1983. Le più grandi personalità del mondo dello spettacolo e politico italiano, insieme ai più autorevoli diplomatici cubani, affluiscono alla cerimonia di addio a Pantaleon per portargli il loro ultimo saluto.
In ricordo di questo indimenticabile artista è stata collocata una targa offerta dal Consolato cubano all’entrata della casa in cui ha abitato,  in Via Bramante 39 a Milano.